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  • Adolescenza e depressione

    Adolescenza e depressione

    Quando arriva l’adolescenza, i ragazzi navigano in un mare di forti emozioni: oscillano tra momenti di intensa felicitΓ  e altri di forte rabbia, ad altri ancora di profonda tristezza.

    Durante l’adolescenza il/la ragazzo/a entra in contatto con emozioni piΓΉ intense rispetto a quelle che conosceva, che non riesce ancora a riconoscere come proprie e, di conseguenza, ad accettarle e modularle, percependole cosΓ¬, a volte, come distruttive.

    Questo periodo per lui/lei rappresenta un banco di prova dove solo stando con esse puΓ² imparare a gestirle e riconoscerle.

    Queste altalene emotive fanno provare ai genitori un senso di forte confusione. Molti di essi cercano cosΓ¬ delle spiegazioni, chiedendo all’adolescente la causa di quegli stati emotivi, ma il piΓΉ delle volte con scarso successo perchΓ© anche lui non ne ha una piena consapevolezza.

    L’emozione piΓΉ difficile da accettare, da parte dei genitori, Γ¨ la tristezza; spesso, infatti, vi Γ¨ la tendenza di mamma e papΓ  a ricercarne le cause inizialmente nel mondo esterno (amicizie, amore, scuola) e successivamente nelle proprie capacitΓ  genitoriali spesso attribuendosene erroneamente la colpa.

    Questa tristezza adolescenziale molto spesso ha un origine profonda che arriva difficilmente alla consepevolezza dell’adolescente. Deriva dall’abbandono dell’identitΓ  infantile che lascia spazio quella adulta.

    Questa abbandono viene vissuto dall’adolescente come una vero e proprio lutto, come una perdita importante di qualcosa che non riuscirΓ  mai piΓΉ a ritrovare. E’ necessario pertanto che abbia il tempo che gli serve per elaborarlo.

    Cosa possiamo fare allora come genitori?

    Il compito dei genitori in questa fase di vita non è quello di cercare di renderlo/a sempre felice e mandare via la sua tristezza, ma di aiutarlo a viverla ed accettarla, lasciandogli il tempo di cui ha bisogno. Solo così sarà successivamente in grado di riconoscerla e modularla.

    Spesso la difficoltΓ  maggiore, da parte dei genitori, arriva da un bisogno narcisistico: vogliamo che i nostri figli siano sempre felici per poterci percepire come buoni genitori.

    Bisogna imparare a lasciare andare questo bisogno ed accettare la sua e la nostra tristezza.
    Solo allora potremmo essere dei genitori “sufficientemente buoni e questo puΓ² bastare.