Spesso nelle terapie, per aiutare i pazienti a prendere una migliore consapevolezza di sƩ, gli si chiede di parlare del loro passato e delle relazioni con i propri genitori.
In queste narrazioni emergono quasi sempre episodi significativi, carichi di emozioni forti: rabbia, paura e tristezza verso mamma e/o papĆ .
La famiglia diventa pertanto il contenitore di queste emozioni assumendo cosƬ una connotazione negativa e perdendo il suo ruolo di risorsa per la persona.
La famiglia dopo aver svolto la funzione di contenitore deve però trasformarsi in una risorsa nel processo terapeutico, in particolare in quelle situazioni, dove, chi ha chiesto l’aiuto psicologico si sente indietro rispetto ai coetanei (blocco nel ciclo di vita) e ha la sensazione di non riuscire ad andare avanti nella sua vita.
In questi casi la convocazione e l’intervento della famiglia in terapia diventa un elemento importante per il cambiamento, non solo della persona ma dell’interno sistema familiare.
La famiglia attivamente partecipe del cambiamento si trasforma in un trampolino di lancio dando così al paziente la possibilità di poter prendere la rincorsa per spiccare il volo e andare avanti. Per fare questo è necessario però che il paziente sia disposto a tornare indietro, e con la consapevolezza di essere più forte, rivivere in parte quelle relazioni che lo hanno fatto stare male (con le emozioni annesse).
A questo punto i ruoli e le relazioni hanno la possibilità modificarsi: la famiglia diventerà una risorsa per il cambiamento mentre il paziente diventerà colui che può cambiare.

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