I disturbi d’ansia in adolescenza

L’adolescenza ĆØ una fase di transizione intensa e complessa, in cui il ragazzo o la ragazza si trova a metĆ  strada tra l’infanzia e l’etĆ  adulta. In questo periodo, non ĆØ raro che possano emergere disturbi d’ansia in forme più o meno evidenti. Non parliamo solo di ā€œnormali preoccupazioniā€ legate alla scuola o agli amici, ma di un vissuto che può diventare paralizzante, influenzando il rendimento scolastico, le relazioni sociali e la percezione di sĆ©.

Cos’è l’ansia e perchĆ© colpisce in adolescenza?

L’ansia ĆØ un’emozione naturale, utile e necessaria alla sopravvivenza: ci prepara a fronteggiare un pericolo, ci spinge a prepararci per un’interrogazione, ci tiene all’erta. Ma quando l’ansia ĆØ eccessiva, costante o sproporzionata rispetto agli stimoli, può diventare un ostacolo.

In adolescenza, l’ansia trova terreno fertile per diversi motivi:

  • Cambiamenti ormonali e fisici: il corpo cambia, spesso più in fretta della mente. L’immagine corporea può diventare un’ossessione, con forti insicurezze.
  • Pressioni scolastiche: la paura di fallire, di deludere le aspettative dei genitori o di non essere ā€œabbastanzaā€.
  • Ricerca dell’identitĆ : ā€œChi sono?ā€, ā€œCosa voglio dalla vita?ā€, ā€œCome mi vedono gli altri?ā€ – domande profonde e spesso angoscianti.
  • Relazioni sociali: il bisogno di appartenere a un gruppo, la paura del rifiuto, il confronto costante con gli altri, accentuato dai social media.

I segnali da non sottovalutare

L’ansia in adolescenza può manifestarsi in modi diversi, anche mascherati. Alcuni segnali da considerare sono:

  • Evitamento della scuola o di situazioni sociali
  • IrritabilitĆ , sbalzi d’umore
  • Disturbi del sonno o dell’alimentazione
  • Somatizzazioni (mal di pancia, nausea, mal di testa senza cause mediche)
  • Isolamento, calo del rendimento scolastico
  • Pensieri negativi ricorrenti o senso di inadeguatezza

Cosa può fare un genitore?

Il primo passo ĆØ ascoltare senza giudicare. Mostrarsi disponibili al dialogo, senza minimizzare (“ĆØ solo una fase”, “non hai motivo di stare cosƬ”) nĆ© allarmarsi eccessivamente. L’ansia non va ignorata, ma accolta, riconosciuta e compresa.

Mantenere una comunicazione aperta e un ambiente familiare accogliente ĆØ fondamentale. Allo stesso tempo, ĆØ importante non sostituirsi al ragazzo: aiutarlo a gestire l’ansia non significa evitare ogni possibile fonte di stress, ma sostenerlo nel costruire le proprie risorse.

Accettare i momenti di tristezza e rabbia perchè le sta imparando a gestire. È fondamentale riconoscere che queste emozioni fanno parte della vita e devono essere affrontate come opportunità di crescita personale, aiutandolo a sviluppare consapevolezza di sé e resilienza per gestire meglio le sfide future.

Quando rivolgersi a uno psicologo

Se l’ansia interferisce con la vita quotidiana, se persiste nel tempo e sembra aumentare, può essere utile consultare uno psicologo. L’intervento precoce evita spesso un peggioramento del sintomo, con un attivazione sempre più persistente nella vita quotidiana ed un evitamento di situazioni e persone crescente. La psicoterapia aiuta l’adolescente a dare un nome alle proprie emozioni, a comprendere ciò che vive e a sviluppare strategie più funzionali per affrontare le difficoltĆ .

Conclusione

L’ansia non ĆØ un nemico da combattere, ma un segnale da ascoltare. Nell’adolescenza, ĆØ spesso il linguaggio con cui si esprimono paure profonde, desideri inespressi, tensioni interne. Offrire uno spazio di ascolto autentico, affiancato eventualmente da un aiuto professionale, può fare una grande differenza.


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