Autore: Dott. Sergio Aleati

  • Parole ed emozioni

    Parole ed emozioni

    Spesso non diamo peso a quei segnali che ci arrivano dal nostro corpo, per diversi motivi, e facciamo fatica a trasformare in parole le nostre emozioni. Con il tempo però queste emozioni, se non vengono espresse, possono iniziare a diventare sempre più pesanti da sostenere, diventando dei veri e propri macigni che ci portiamo dietro, e possono dare origine, in concomitanza ad altri fattori, a diversi stati di ansia e sofferenza, ai quali non riusciamo a dare un nome.

    Imparare ad esprimerle e condividerle può aiutarci a togliere quei macigni e a ritrovare la possibilità di stare bene vivendo la vita con più serenità.

    Dott. Sergio Aleati

    Psicologo

  • Buone Feste!!

    Buone Feste!!

    Le cose più belle della vita non si guardano con gli occhi, ma si sentono con il cuore. Un caloroso augurio di buon Natale!

  • L’arte di levare

    L’arte di levare

    Alcune volte nella coppia si tende a proiettare sull’altro le proprie aspettative, sperando che l’altra persona si conformi al nostro modello ideale in grado di soddisfare tutti i nostri desideri e di donarci l’amore di cui abbiamo bisogno.

    In realtà queste proiezioni, che influenzano le nostre relazioni nel presente, appartengono al nostro passato.

    Per riuscire a riscoprire la parte emozionale nascosta basterebbe imparare a togliere le aspettative superflue.

    Solo così è possibile scoprire se l’amore sommerso dal peso delle proiezioni è destinato a prendere la forma di una bellissima statua.

    Dott. Sergio Aleati

    Psicologo

  • Le colonne

    Le colonne

    A volte è facile cedere alla tentazione di appoggiarsi alle persone che per noi rappresentano dei punti fermi, come se fossero delle colonne che possono sostenerci senza crollare.

    Ma d’altronde molti sono abituati a farlo fin da quando sono piccoli, con i loro genitori o con le figure che per loro sono state importanti.

    Con il passare del tempo però ci si rende conto che quelle colonne oltre a fornirci un sostegno ci intrappolano, perché non ci consentono di imparare a stare in piedi da soli e ci troviamo ad accusarle di essere troppo rigide.

    Finché continueremo ad appoggiarci a quelle colonne loro dovranno sempre essere rigide per poterci sostenere, altrimenti rischieremmo di cadere.

    Solo quando impareremo a stare in piedi da soli, senza doverci costantemente appoggiare a loro, potremmo finalmente vederle meno rigide.

    Dott. Sergio Aleati

    Psicologo

  • La lezione della farfalla

    La lezione della farfalla

    C’era una volta un uomo che passeggiava per il bosco quando ad un certo punto notò un bozzolo appeso a un ramo e decise di avvicinarsi.


    Al suo interno vide che vi era una farfalla che si sforzava di uscire da quel piccolo buco.
    L’uomo stette per un bel po’ di tempo ad osservarla mentre lei si sforzava di uscire dal bozzolo.
    Dopo un po’, vedendo il buco sempre della stessa dimensione, l’uomo pensò che la farfalla si fosse arresa e che da sola non ce l’avrebbe mai fatta ad uscire.


    Allora decise di aiutarla, prese un piccolo coltellino, e delicatamente aprì il bozzolo.


    La farfalla uscì immediatamente, però il suo corpo era piccolo e rattrappito, anche le sue ali erano poco sviluppate e si muovevano a stento.


    L’uomo continuò ad osservarla perché sperava che, da un momento all’altro, le ali della farfalla si aprissero, capaci di sostenere il suo corpo, e che finalmente la creatura cominciasse a volare. Ma nulla di tutto ciò successe.


    La farfalla passò il resto della sua esistenza trascinandosi sul terreno con un corpo rattrappito e con le ali poco sviluppate. Non imparò mai a volare.


    MORALE


    Quell’uomo, con il suo gesto di gentilezza e con l’intenzione di aiutare, al momento non vide che passare per lo stretto buco del bozzolo era lo sforzo necessario affinché la farfalla potesse trasmettere il suo fluido corporeo alle ali.


    Era una condizione necessaria per lei per imparare a volare.


    Era la forma con cui la Natura la faceva crescere e sviluppare.

  • Giornata Nazionale della Psicologia

    Giornata Nazionale della Psicologia

    Per festeggiare la Giornata Nazionale della Psicologia questo mese le sedute on-line saranno scontate del 20%.

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  • Bisogna imparare ad esprimere il dolore

    Bisogna imparare ad esprimere il dolore

    Molte persone pensano che la capacità di non mostrare il dolore sia sinonimo di forza, in realtà è proprio il contrario, è la capacità di mostrare il dolore che qualifica le persone come forti. L’essere in grado di comunicarlo agli altri denota l’assenza di paura nello svelare anche i nostri punti più fragili senza venire sopraffatti dall’altro e nello stesso tempo evita che tale sensazione, non portata all’esterno, possa avere il sopravvento su di noi, portando a volte, in concomitanza ad altri fattori, allo sviluppo di psicopatologie.

  • Laboratori scolastici a.s. 2020/21

    Laboratori scolastici a.s. 2020/21

    Pronti per partire con i nuovi laboratori scolastici per l’a.s. 2020/21!

  • L’elefante incatenato

    L’elefante incatenato

    Quando ero piccolo, passeggiando nel parco vicino a casa, spesso vedevo il tendone del circo.
    Dietro di esso c’erano sempre tanti animali, ma io ero attratto in particolar modo dell’elefante.
    Quel bestione faceva sfoggio di un peso, una dimensione e una forza davvero fuori dal comune ed era trattenuto li solamente da una catena legata ad un piccolo paletto conficcato nel suolo.
    Eppure quel paletto era un minuscolo pezzo di legno piantato nel terreno solo per pochi centimetri e un animale così grosso e forte avrebbe potuto tranquillamente sradicarlo e andarsene via.
    Il perché non se ne andasse a spasso ma continuasse a rimanere li era un bel mistero.
    Chiesi allora a mio padre e mi spiegò che l’elefante del circo non scappava perché era stato legato ad un paletto simile fin da quando era molto piccolo.
    Allora chiusi gli occhi e provai ad immaginare l’elefantino appena nato legato a quel paletto, che provava e riprovava a liberarsi per poter andare in giro, ma per lui allora era troppo grande e resistente. Alla fine decise di rassegnarsi al suo destino ed accettare la propria impotenza.
    L’elefante del circo non scappa perché crede di non poterlo fare.
    Rivive nella memoria il ricordo dell’impotenza sperimentata nell’infanzia e questo fa si che non rimetta alla prova la propria forza.
    Spesso anche noi siamo come l’elefante del circo, incatenati a migliaia di paletti che ci fanno sentire impotenti e ci tolgono la libertà.
    Viviamo pensando di non poter fare un sacco di cose solo perché una volta, magari quando eravamo piccoli, ci abbiamo provato e abbiamo fallito.

  • Resilienza

    Resilienza

    La resilienza in ingegneria è la capacità che ha un materiale di deformarsi senza rompersi e successivamente di ritornare nella sua forma originale.

    Proviamo a pensare alle canne di bamboo, anche quando c’è il vento
    forte sono capaci di flettersi per poi ritornare nella loro forma originale.

    Diverso sarà per un ramo rigido che rischierà di rompersi se il vento è troppo forte per lui.

    Simile è il concetto in psicologia dove la resilienza è la capacità che ha una persona di resistere agli eventi traumatici senza “rompersi”, proprio come il bamboo, e successivamente ritornare nella forma iniziale di benessere psico-fisico, riorganizzando in modo positivo la propria vita.

    La resilienza è una capacità che si costruisce nel corso della nostra vita e ci aiuta a stare bene anche se le cose a volte non vanno come vorremmo.

    Dott. Sergio Aleati – Psicologo